Un gruppo dell'Università di Nagoya ha costruito un nanonastro rigido di carbonio collegando unità di [4]elicene. Le piccole unità isolate cambiano facilmente torsione, ma in una catena lunga le vicine si influenzano e gran parte del nastro assume insieme una configurazione destrorsa oppure sinistrorsa.
La direzione si seleziona usando una delle due forme speculari del beta-pinene, composto chirale naturale presente negli oli vegetali. Il cambiamento geometrico inverte anche la polarizzazione circolare della luce emessa. Gli autori lo descrivono come il primo nanonastro di grafene in cui il solvente commuta sia l'elicità sia la luminescenza circolarmente polarizzata.
Il risultato ha limiti importanti. Non è un comune foglio di grafene né un componente di memoria finito. Il forte allineamento si verifica in soluzione chirale ed è massimo a −90 °C, diminuendo con l'aumento della temperatura. Rimosso il solvente, il nastro torna verso una miscela di configurazioni instabili e non conserva ancora lo stato scelto.
Se la commutazione funzionasse a temperatura ambiente e lo stato potesse essere bloccato, molecole simili potrebbero servire come interruttori ottici, sensori minuscoli per sostanze chirali o pericolose oppure componenti che filtrano gli elettroni secondo lo spin. È promettente soprattutto la risposta collettiva: un segnale molecolare minimo viene amplificato lungo la catena in un cambiamento misurabile.
Per l'uso pratico servono una memoria chirale, cicli ripetibili senza degradazione, sintesi meno costosa con lunghezza controllata e integrazione su supporti solidi. In uno scenario ottimistico, sensori da laboratorio e dimostratori ottici potrebbero arrivare in 3–6 anni; componenti a temperatura ambiente più probabilmente in 7–12 anni. La spintronica diffusa richiederebbe verifiche ancora più lunghe delle proprietà elettriche e della produzione.

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