Lo studio di Andi Gu e colleghi, pubblicato il 15 ottobre come preprint non sottoposto a revisione paritaria, esamina otto compiti di progettazione quantistica. Un modello linguistico propone soluzioni e un programma le controlla e valuta. In sette compiti gli autori riportano meno qubit e meno costose porte Toffoli rispetto ai precedenti progetti selezionati.

L'ottavo migliora il compromesso fra memoria e operazioni: non è un'accelerazione universale. I controlli comprendono test numerici e verifica matematica. Non si tratta di tempi misurati su un computer quantistico completo e tollerante agli errori, né di una replica indipendente di un altro laboratorio.

Un possibile impiego è uno strumento che aiuti i programmatori quantistici a trovare componenti meno esigenti per simulare materiali o chimica. Se convalidati, gli stessi dispositivi futuri potrebbero svolgere compiti più utili, senza dipendere soltanto dall'aumento dei qubit.

Servono controlli indipendenti di correttezza, rispetto degli errori ammessi e calcolo della correzione degli errori e dei collegamenti reali. Il nostro orizzonte editoriale ottimistico è di 3–12 mesi per inserire singoli progetti verificati negli strumenti di ricerca. Lo studio non permette di datare un computer quantistico commercialmente utile.