La microscopia a super-risoluzione usa di solito un'intensa eccitazione laser, che può scolorire i marcatori e danneggiare le cellule vive. Su Nature un gruppo presenta RIED: un metodo computazionale che ricostruisce immagini più nitide dai fotoni irregolari emessi da elettrochemiluminescenza, chemiluminescenza o bioluminescenza, senza eccitazione laser esterna.

In cellule COS-7 fissate gli autori riportano per i mitocondri 102 nanometri di risoluzione laterale e 221 assiale; nella bioluminescenza di cellule vive hanno raggiunto 117 nanometri. Il sistema ha poi seguito per 41 ore il trasferimento di mitocondri fra cellule vive. Nel confronto diretto, l'imaging SIM con laser continuo mostrava un forte fotobleaching entro 18 minuti.

Non è un microscopio che vede senza luce: i fotoni nascono da una reazione luminescente e il software ricava dettaglio dai loro schemi spaziali e temporali. I risultati provengono inoltre da cellule coltivate e strutture marcate appositamente. Non sono dimostrati imaging profondo nei tessuti, uso universale o sicurezza in un organismo.

Se confermato in modo indipendente, il vantaggio maggiore potrebbe essere osservare processi lenti che l'illuminazione intensa altera: trasferimento dei mitocondri, risposta cellulare ai farmaci, controllo prolungato delle terapie cellulari o ricerca sensibile di biomarcatori di superficie. La prospettiva interessante è seguire la stessa coltura viva per ore o giorni anziché ottenere brevi istantanee separate da intervalli ciechi.

Per l'uso pratico servono sonde più affidabili, substrati standardizzati, ricostruzione più rapida e verificabile, automazione e prove su diversi tipi di cellule e tessuti. In uno scenario ottimistico, sistemi di ricerca specializzati potrebbero arrivare in 2–4 anni e studi pilota biologici o animali avanzati in 5–8 anni. L'uso clinico, se mai sarà tecnicamente possibile, richiederebbe più probabilmente 8–15 anni o oltre.