L'8 ottobre HuggingFaceBio ha pubblicato Carbon-A e una banca dati di annotazioni genomiche. Il modello prevede regioni del DNA che potrebbero codificare proteine. Per alcuni nuovi candidati gli autori hanno ottenuto riscontri nell'RNA di quattro specie; le proteine corrispondenti non sono state misurate.

Leggere un genoma è un po' come ricevere un libro senza capitoli segnati. Carbon-A suggerisce dove iniziano e finiscono le parti importanti. Non è però l'arbitro finale: una regione può produrre RNA senza generare una proteina funzionale, e un modello convincente della sua forma non sostituisce un esperimento.

Possibile applicazione: un laboratorio alla ricerca di un enzima attivo a bassa temperatura potrebbe selezionare prima alcuni candidati da organismi poco studiati. Invece di provare tutto, avrebbe una lista più breve e motivata. Il vantaggio sarebbe scegliere meglio i primi esperimenti, non ottenere subito un enzima industriale o un farmaco.

Servono un genoma di partenza affidabile, confronti con altre annotazioni, verifiche di confini incerti e pseudogeni, seguite da misure dell'espressione e della funzione proteica. I punteggi di fiducia sono filtri, non certificati. Vanno controllati requisiti di calcolo e licenze dei dati specifici, separando il proprio insieme di valutazione dagli esempi di addestramento.

Scenario ottimistico redazionale: un gruppo con dati adeguati e infrastruttura bioinformatica potrebbe realizzare un piccolo confronto pilota in 1–3 mesi. Per pochi candidati selezionati, i primi test funzionali potrebbero seguire entro 6–18 mesi, se preparazione e misurazione risultano praticabili. Lo sviluppo di farmaci e l'impiego industriale esteso hanno altri ostacoli: questo annuncio non permette di fissarne una scadenza attendibile.